Uganda, l'inferno dei bambini di strada

I minori sono più della metà della popolazione e sono anche i più poveri. Stupri, furti e maltrattamenti sono all'ordine del giorno soprattutto da parte delle autorità. E poco si sta facendo per punire i colpevoli e assicurare ai più piccoli protezione e dignità

di Chiara Nardinocchi

www.repubblica.it

19 luglio 2014

Vittime della povertà, i bambini ugandesi costretti a vivere per la strada subiscono violenze e ricatti da parte di chi dovrebbe proteggerli. L'Uganda ha fallito nella sua missione più importante: proteggere i minori senza casa dagli abusi delle forze dell'ordine. A denunciarlo, il rapporto dell'Human Rights Watch (HRW) intitolato Dove vuoi che andiamo? Abusi contro i bambini di strada in Uganda.

Rapiti e sfruttati. I bambini sono spesso vittime di retate mirate da parte della polizia e dei funzionari governativi, tra cui quelli del Kampala authority capital city (KCCA). Una volta "prelevati dalla strada" i minori vengono percossi, derubati e in alcuni casi detenuti nelle celle, dove subiscono ulteriori pestaggi  e vengono trattati come schiavi. Spesso infatti sono costretti non solo a pulire le celle, ma anche le abitazioni dei poliziotti. Ma il pericolo è anche nelle strade, dove spesso questi bambini vengono molestati, picchiati e abusati sessualmente dagli adulti che , impunemente, costringono i minori a far uso di droga per poi sfruttarli a loro piacimento. "Le autorità ugandesi - ha detto Maria Burnett, ricercatore senior Africa di Hrw - dovrebbero proteggere e aiutare i bambini senza tetto, invece li picchiano e li mettono in cella insieme agli adulti. Il governo dovrebbe porre fine alle retate mirate e arbitrarie contro i bambini di strada e proteggerli dagli abusi".

Non siamo stranieri. La metà degli ugandesi ha meno di 15 anni e i bambini sono il gruppo demografico più povero dello stato. Nonostante sia impossibile calcolare quanti vivano in strada, secondo gli ufficiali dell'Unità per la protezione della famiglia e dei bambini, il numero è in costante crescita. "La polizia dovrebbe rispettare i nostri diritti  -  afferma un ragazzo di 16 anni che da sette vive per strada  -  dovrebbero darci un posto dove stare senza poliziotti, non una stazione di polizia. Questo è anche il nostro paese, non dovrebbero farci sentire degli estranei".

Polizia e abusi. Hrw ha documentato gli abusi delle forze dell'ordine sui bambini e come questi guardino alle autorità con terrore. I minori vengono spesso detenuti nelle stazioni di polizia con gli adulti. il rilascio avviene dopo alcuni giorni o settimane, alcuni invece riescono a pagare per il proprio rilascio o vengono costretti a lavorare per la polizia . A volte vengono anche trasferiti nel Kampiringisa National Rehabilitation Center, un carcere minorile criticato per le condizioni inumane dei detenuti, anche se non si è commesso alcun reato. "C'è una tradizione, chiamata Kercho - racconta un ragazzo di 15 anni - che la polizia usa come punizione in tre fasi: la prima è un pestaggio per farti aprire gli occhi, la seconda è un pestaggio per mostrarti la strada di casa; la terza è un pestaggio per mandarti a casa. Lo spiegano mentre ti battono. Mi hanno tenuto in una stanza dove mi picchiavano, poi il terzo giorno, quando hanno aperto il cancello e stavo per andarmene, mi hanno picchiato di nuovo".

Vittime e capri espiatori. I bambini senza tetto sono spesso costretti dai bambini più grandi o dagli adulti a far uso di droghe. Quelli che vivono nelle strade sono vittime di stupri e abusi: in alcuni casi sono i cittadini a molestare e  sfruttare i minori che spesso vengono accusati di furti o altri reati diventando vittime di violenze di massa. La polizia in compenso fa poco per punire i colpevoli delle violenze contro i piccoli senzatetto che raramente denunciano per paura di ritorsioni. "Noi  -  racconta un ragazza di 14 anni  -  non segnaliamo queste cose alla polizia. Non credo ci ascolterebbero. Ci direbbero: "Non siete adulti? E se vi violentano che problema c'è?". Per trovare di che sfamarsi, i bambini lavorano come facchini, domestici, camerieri e altri tipi di mestieri fisicamente e psicologicamente devastanti per la loro età. Oltre a essere sottopagati, i più piccoli rischiano anche di finire nella rete della prostituzione minorile .

Lo Stato che non c'è. Il ministro del lavoro e dello sviluppo sociale ha avviato una serie di iniziative volte alla protezione dei minori. L'Uganda inoltre ha firmato una serie di convenzioni per la loro tutela. Nonostante questi passi avanti, a livello locale e regionale gli enti designati alla loro protezione non sono ancora in grado di fermare gli abusi di polizia e governativi.  "Le strutture del governo - sottolinea un membro di un'associazione che aiuta i bambini di strada - dovrebbero funzionare, ma per ora ci sono solo per modo di dire. A Kampala lo stato non sta facendo niente, se il sistema funzionasse non vedremmo tutti questi bambini soffrire".

Le raccomandazioni di Hrw. Le istituzioni dovrebbero porre fine alle retate e agli abusi e punire i responsabili delle violenze, inclusi ufficiali e poliziotti. Il governo dovrebbe incrementare il numero delle persone che lavorano nell'Unità per la protezione di bambini e famiglie stanziando fondi e migliorando l'efficacia delle prevenzione in tutti i distretti. I bambini di strada dovrebbero avere gli stessi diritti e protezioni degli altri bambini ugandesi.  "Per prendersi cura e proteggere i minori senza tetto  -  conclude Burnett -  il governo dovrebbe assicurare una casa e l'accesso all'educazione. Dovrebbero essere trattati con dignità e avere l'opportunità di avere un posto sicuro dove vivere".