Uganda: lavoro minorile nelle

piantagioni della Chiesa Cattolica?

La smentita del portavoce del Papa, Federico Lombardi. Ma la realtà dice altro.

 

di Fulvio Beltrami

www.lindro.it

13 gennaio 2016

Kampala – Un'inchiesta condotta da BBC Africa rivela che a Kabare, sud ovest dell'Uganda, dei bambini di età inferiore ai 10 anni lavorano presso la piantagione di tè Kigezi Higlands Tea Limited, appartenente alla Chiesa Cattolica. A seguito di una denuncia di Alex Turyaritunga, infermiere presso l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Profughi (UNHCR) la BBC ha inviato una equipe per condurre le indagini sul caso. I risultati sono sconcertanti.

Sotto protezione di anonimato, un supervisore ai lavori presso la piantagione di tè ha confermato la presenza di bambini. La loro paga giornaliera varia dai 1.000 ai 2.000 scellini ugandesi (dai 0,26 ai 0,52 centesimi di euro). L'equipe della BBC  ha potuto constatare di persona la presenza nei campi di almeno 15 bambini incaricati della raccolta del foglie di tè e nelle operazioni di diserbo dei filari delle piante di tè.

La verifica della reale proprietà della Kigezi Higlands Tea Limited è stata fatta presso il catasto locale. Il terreno risulta proprietà della Diocesi di Kabare su cui sorge la piantagione di tè. Secondo la versione fornita dalla stessa diocesi alla BBC, l'affitto del terreno alla Kigezy Higlands Tea Limited serve per garantire la sostenibilità finanziaria delle attività pastorali. La Diocesi di Kabare sarebbe proprietaria della ditta esportatrice di tè sui mercati regionali ed europei, gestita da un prestanome. Il Vescovo Callisto Rubaramira ha negato che vi siano lavoratori minorenni sul terreno della Chiesa. Le affermazioni del Vescovo di Kabare sono state smentite all'uscita della sua residenza. L'equipe della BBC, infatti, si è imbattuta in una squadra di bambini nel cortile della diocesi che stavano scaricando delle casse di tè da un camion. La tattica di negare l'evidenza è stata adottata anche dal portavoce del Papa, Federico Lombardi. «Nego di avere la responsabilità e il dovere di rispondere a questo. Se c’è un problema per la Chiesa locale, non sono responsabile», risponde Lombardi alla BBC.

 

La diocesi di Kabare è tristemente famosa nel Paese non solo per lo sfruttamento minorile nelle piantagioni di tè appartenenti alla diocesi. Da anni si sta consumando una guerra su alcuni terreni tra la Chiesa Cattolica e la Chiesa Protestante. Il contenzioso, finito anche in tribunale, ha spaccato la comunità di Kabare, innescando  conflittualità etniche che rischiano di creare una situazione di conflitto tribale assai pericolosa, contenuta a fatica dalle autorità locali.

Il lavoro minorile in Uganda è diffuso, anche se azioni del Governo stanno riducendo il fenomeno. Si calcola che il 30% dei bambini di età compresa tra i cinque e i 14 anni siano impiegati nel mondo del lavoro senza diritti. Anche la legislazione del codice del lavoro ugandese è debole in questo senso. L'età legale per un lavoratore è fissata a 14 anni. Dal 2012 il Governo assicura la gratuità della scuola fino alle medie. Una decisione presa per aumentare la scolarizzazione nel Paese e combattere la piaga del lavoro minorile. Purtroppo senza un intervento alla radice del problema, tale  decisione ha un modesto impatto.

La radice dello sfruttamento minorile risiede nella sacche di povertà diffuse negli ambienti rurali del Paese, che si sta avviando a diventare una potenza industriale regionale. Il lavoro minorile è uno degli strumenti per le famiglie povere per avere delle entrate finanziarie per sopravvivere, a scapito del futuro dei propri figli. Altra piaga viene dallo sfruttamento dei bambini mandati a chiedere l’elemosina nella capitale e nelle principali città del Paese. Affiancato ad esso vi è la prostituzione minorile.


Questi due fenomeni si registrano sopratutto presso le famiglie del Karamoja, una delle regioni più povere ed arretrate dell'Uganda. Il Presidente Yoweri Museveni ha varato un ambizioso programma di sviluppo del Karamoja legato alla presenza di importanti giacimenti d'oro. Il bilancio di questo programma potrà essere tratto solo tra qualche anno. Un primo passo verso lo sviluppo del Karamoja è stato il disarmo della popolazione, prevalentemente composta da nomadi e pastori in continuo conflitto con simili tribù nomadi del vicino Kenya. Il disarmo è stato possibile grazie ad un sostanziale sforzo finanziario del Governo: una mucca per ogni 15 Kalashnikov consegnati alla Polizia. Sforzo finanziario risultato conveniente dinanzi alle spese militari fino ad ora sostenute dal Governo per far fronte alle continue guerre tra Karamojini e le tribù nomadi del Kenya concentrate sulla razzia di bestiame e di donne in età fertile.

L’inchiesta della BBC è stata ignorata dal Governo ugandese. Nessuna inchiesta della magistratura è stata aperta, nonostante il lavoro minorile sia considerato un grave reato penale. ....