Una scuola per orfani a Kibiri, Uganda

In una condizione igienica pressappoco primitiva, un infermiere sarebbe una figura professionale fondamentale e preziosa.

 

di Andrea Tirotto

www.infermieristicamente.it

31 maggio 2016

Capita che ti trovi in Africa, nell'Africa nera dell'Uganda, dalle parti del Lago Vittoria e che a qualche centinaio di metri dalle rive ti imbatta in un agglomerato di capanne fatiscenti tenute in piedi per miracolo. E' pieno di bambini bellissimi e lerci che ti accolgono con un sorriso enorme. Questo è quello che è accaduto a Roberto Schirru nel 2014 a Kibiri, Uganda, e quelle capanne che si è trovato di fronte si scopriranno essere una scuola per bambini poverissimi e orfani.

L'impatto umano ed emotivo è talmente forte che Roberto non ci pensa un attimo e l'anno successivo, ad agosto, armato di qualche arnese e qualche migliaio di euro raccattato personalmente tra un centinaio di donatori, con l'aiuto di Victoria sua amica spagnola, in 44 giorni costruisce di sana pianta una scuola vera fatta di pareti e tetto di legno, banchi e lavagne. Gli orfani sono una priorità e l'opera si completa con la realizzazione di un dormitorio con letti a castello, una cucina, un pozzo e una riserva per l'acqua.

Curano un diario dove vengono pubblicate foto drammatiche e foto degli scontrini dei soldi spesi per i materiali. E' forse questa la chiave del successo dell'iniziativa: poter vedere direttamente come i soldi affidati ad una persona vengono spesi in un'opera concreta diretta, così che ad oggi il denaro investito per l'opera ammonta a circa 13000 Euro, grazie ad alcuni passaggi mediatici, ad alcuni eventi di promozione e alla conseguente crescita del numero dei donatori.

 

Non parliamo di decine di migliaia di euro, parliamo di piccole cifre che hanno consentito la realizzazione di una grande opera che ha salvato dalla strada, dall'ignoranza, dalla malattia e dalla morte, decine di bambini che Roberto e Vittoria non vedono l'ora di riabbracciare quando tra poco torneranno a Kibiri per proseguire l'opera di completamento strutturale e non solo.

La scuola comincia ad essere ora una realtà importante, attrattiva anche per chi non può permettersi una retta e che comincia ad avere necessità di essere riempita di altri contenuti in cui ogni professionista può trovare spazio e cimentarsi in un periodo di insegnamento. 

 

In occasione della festa per il completamento del primo trimestre, convocata a Sassari per fare il punto della situazione e proseguire nella raccolta di fondi (quasi 1000 euro raccolti tra gli amici), InfermieristicaMente ha intervistato Roberto per capirne di più del progetto, della condizione sanitaria ed igienica in cui si opera e per scoprire quanto sarebbe importante la disponibilità alla collaborazione sul campo di professionisti infermieri.

 

La sua testimonianza e i racconti reperibili sul diario del sito www.deborahricciuespandereorizzonti.org, raccontano della totale mancanza di qualsiasi nozione pur rudimentale sull'igiene, sulla prevenzione e sulla cura delle malattie.

 

Roberto ha spiegato che il bisogno di educazione in questo campo è fondamentale e ha lasciato intendere che un professionista infermiere che avesse voglia di provare una esperienza diretta e forte come quella di recarsi a Kibiri, per approntare un programma di educazione sanitaria che insegni la cultura dell'igiene, della correttezza delle cure e del pronto soccorso, avrebbe del miracoloso. 

 

E allora siamo felici di offrire il nostro spazio perché l'appello di Roberto possa trovare ampia diffusione e suscitare la curiosità di qualcuno fosse anche solo per offrire una qualsiasi donazione.

DONAZIONI:

DEBORAH RICCIU – ESPANDERE ORIZZONTI

IBAN: IT26K0306969326100000001126

Banca Intesa San Paolo - Filiale 13855

Corso Umberto - Olbia (Italia)