DEBORAH RICCIU

Deborah Ricciu è nata ad Olbia l’1 gennaio 1973. E’ stata la prima bambina nata in quell’anno presso l’Ospedale di Olbia. Ha trascorso un’infanzia serena in una famiglia tranquilla e laboriosa circondata dall’affetto dei genitori e dei suoi due fratelli.

 

Deborah si è dimostrata subito una bambina molto intelligente e crescendo si è sempre distinta nello studio raggiungendo ottimi risultati in ogni ordine di Studi fino a conseguire il Diploma di Liceo Scientifico.

 

Deborah era una persona buona e generosa, semplice e discreta. L’impulso del suo cuore era donare affetto, amicizia e solidarietà a tutti e in particolare a coloro che ne avevano maggiore bisogno. Per questo motivo è sempre stata particolarmente attenta alle esigenze delle persone che la circondavano.

 

Così verso la fine del 1989 lei e la madre decisero insieme di realizzare una scuola materna a cui diedero come nome “L’Aquilone”. Lei avrebbe voluto un ruolo subito attivo ma si rese conto a malincuore che con il diploma di Liceo Scientifico non avrebbe mai potuto insegnare. Iniziò però a partecipare attivamente e a essere presente a tutte le attività didattiche della scuola.

Frequentando ogni giorno la scuola materna Deborah si convinse che i bambini e quindi tutte le attività legate al mondo dell’infanzia in quello spazio magico dell’età evolutiva in cui si accumulano le più preziose esperienze e riserve conoscitive, erano il vero scopo della sua vita. E questo non fece che aumentare il suo forte desiderio di insegnamento. Decise così di conseguire quel Diploma Magistrale che le avrebbe consentito finalmente di insegnare. Nel 2000 partecipò al Concorso Nazionale riuscendo così ad ottenere l’abilitazione all’insegnamento e  coronando finalmente il suo sogno.

L’insegnamento è stato per lei una grande esperienza di vita e una palestra per l’esercizio generoso di ogni sua potenzialità umana ed educativa.  Alle centinaia di bambini che hanno frequentato "L'Aquilone" ha potuto offrire amore, conoscenza e valori umani per prepararli nel migliore dei modi alla grande avventura della vita. Voleva formare i cittadini del domani trasmettendogli principi e valori fondamentali come la libertà, l’onestà, l’altruismo, la scoperta e il rispetto per l’ambiente e le bellezze naturali, sempre in un’atmosfera serena di gioco, gioia e stupore.

 

Deborah si è sempre distinta per le sue grandi manifestazioni di affetto. E’ stata per tutta la famiglia fonte di gioia ed è sempre riuscita a trasmettere serenità e allegria. Per tutti è sempre stata Figlia, Madre, Sorella e Amica. Chi ha avuto la fortuna di conoscerla ha potuto verificare la bontà e generosità di questa ragazza speciale che era diventata l’orgoglio della sua famiglia.

 

Deborah voleva sempre migliorarsi culturalmente per meglio affrontare le esigenze di una società in continuo cambiamento. Decise quindi di iscriversi alla Facoltà di Sociologia di Urbino. Studiava e lavorava contemporaneamente, ma questo non ha mai rappresentato per lei un ostacolo nella sua vita quotidiana, tanto era l’entusiasmo che aveva per questa nuova sfida in cui aveva deciso di impegnarsi.

 

Dopo un periodo di fidanzamento Deborah si sposò con il suo amato Giorgio, un apprezzato dentista originario di Bosa ma con studio odontoiatrico a Olbia. E poco prima del Natale 2006 Deborah comunicò alla sua famiglia la notizia della sua gravidanza.  

 

Il 13 agosto 2007, alla trentasettesima settimana di gestazione, Deborah venne ricoverata presso l’Ospedale di Tempio e sottoposta a taglio cesareo. Lei e il marito avevano deciso di far nascere il proprio figlio a Tempio, che possiede un reparto di ostetricia e neonatologia che è uno dei fiori all’occhiello dell'Ospedale «Paolo Dettori». Il bambino nacque sano e venne posto in incubatrice, ma già durante l’intervento chirurgico per lei sorsero delle complicazioni. Il giorno dopo Deborah venne trovata accasciata nel bagno della sua camera in ospedale, morta per un’embolia polmonare. Una complicazione post parto possibile ma rarissima, un caso su un milione, accertarono il medico legale e le perizie mediche successivamente disposte dalla Magistratura.

Ai funerali di Deborah parteciparono tantissime mamme con i loro bambini, e poi uomini politici, operai, dirigenti d'industria, professionisti e semplici cittadini, gran parte dei quali accompagnati dai loro figli, educati nelle aule linde e coloratissime dell'Aquilone: a significare il tangibile dolore della città di Olbia per la scomparsa di questa giovane donna così amata e amante della vita, che adorava i bambini e che se n'era andata dopo aver messo al mondo Filippo, il suo bambino.

 

Sono passati dieci anni da allora ma per la sua famiglia ed i suoi amici sembra che tutto sia accaduto ieri e ancora oggi non riescono a rassegnarsi alla sua mancanza. Tutti si augurano che Filippo, crescendo, possa apprendere la grande lezione di vita lasciata da sua madre: “Vivere non per se stessi ma per gli altri”. Vivere per amore.

Realizzare una scuola in Africa per bambini orfani e poveri è sempre stato il sogno di Deborah. Una scuola in cui far crescere questi bambini nelle migliori condizioni possibili, istruirli con una formazione moderna, basata sui valori della pace, sulla tolleranza sociale e religiosa, sull'uguaglianza e sul rispetto dell’ambiente e della natura. Una scuola che coniughi la cultura africana con i migliori valori e pratiche della cultura europea.

Oggi, che quella scuola è diventata una realtà e porta il suo nome, è per tutti coloro che le hanno voluto bene un motivo di grande consolazione e induce tutti a pensare che lei vegli su questi bambini e li protegga, ovunque ora si trovi…  

DEBORAH RICCIU

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